Quando ho prenotato per l’Armenia, ma aveva creduto di ritrovarmi in un paese così affascinante. L’avessi saputo — avrei prenotato molto prima e non avrei fatto passare quasi sei anni dall’ultima mia visita nel Caucaso.
Dopo aver visto le altre due nazioni del Caucaso — Georgia e Azerbaigian — nel 2019, ero rimasto con la curiosità di visitare l’Armenia. Curiosità però non sufficiente a prenotare prima di oggi.
Da Tblisi già si trovavano a prezzi modici day-trip per If, però un po’ più ignoranza, un po’ per mancanza di tempo avevano deciso di trascurare il terzo Stato in favore degli altri due.
Peraltro, sempre per ignoranza e forse ingannato dalle similitudini grafiche che accomuna alfabeto georgiano con quello armeno (similitudine grafiche solo apparenti, perché poi gli alfabeti sono completamente differenti)-a lungo sono stato ingannato la mia curiosità è stata avvolta altrove.
Ho recentemente rinnovato il passaporto che aveva il desiderio, a distanza di quasi un anno dal rinnovo, di usarlo per stampare in modo indelebile il mio primo timbro: un po’ per noia e un po’ per completare quella regione geografica - prendiamo al volo un’offerta WizzAir e dopo quasi quattro ore di volo e +3 ore di fuso orario ci troviamo immersi con grande sorpresa in quella che è una cultura è la società che ci stupisce già dai primi minuti.
Yerevan, soprattutto in centro, è quella che si potrebbe definire una bomboniera in stile sovietico, come so le città sovietiche ci hanno abituato a vedere il centro-sempre curato e ordinato.
Un po’ di storia
La melagrana
Simbolo dell’Armenia, della sua storia, della sua tradizione. La troverete in tutte le forme, dal souvenir in legno a quello in ceramica alla pietra lavica lavorata con cura. La troverete pressoché ad ogni angolo ad ogni luogo che visiterete sotto forma di succo fresco, un po’ asprigno un po’ genuino, spremuto nel momento. Un toccasana per salute e per l’anima.
Al momento del viaggio, non lo sapevo, ma il succo di melograno ha tantissime proprietà: è ricco in polifenoli e antiossidanti, aiutando a contrastare i radicali liberi prodotti fisiologicamente dal nostro organismo — ed è per questo motivo per cui può considerarsi “salutare”.
Ma al di là dei suoi effetti benefici, il gusto del succo appena spremuto, fresco e genuino — leggermente asprigno — è quanto di più piacevole e benefico potrete mai bere.
Per le vie del centro troverete vari punti che vi venderanno un bicchiere appena spremuto di succo per 2500-3000֏ — mentre nei bazar e nei paesi dell’Armenia lo troverete tra i 1200֏ e i 1500֏ per un bicchiere da 250mL o in bottiglia da passeggio.
Il monte Ararat
Il celeberrimo e mitologico vulcano dormiente noto a tutti per per le vicende bibliche dell’Arca di Noè si trova in verità sul territorio della Turchia orientale e che sancirebbe il confine con l’Armenia a nord e l’Iran a Est.
E’ alto 5137 metri ed è il monte più alto della Turchia — venerato e idolatrato dalla cultura armena che a più riprese ne rivendicherebbe la proprietà ideologica e storico-culturale.
Yerevan
È una città in cui il nuovo e vecchio si compenetrano e si mischiano in modo quasi inconfondibile, ma un attento studio del dell’orizzonte e degli edifici permette facilmente di riconoscere quel che era da quel che è di quel che ieri Evan vuole essere.
All’orizzonte all’alba il grande e il piccolo ara ci danno il buongiorno, immenso, imperituro si staglia sul cielo con la testa sospesa tra le nuvole e quella nebbiolina del mattino che rende tutto più magico.
Ma la somma maestosità si rende visibile per pochissimo, perché poi una spessa coltre di nebbia e di nuvole lo avvolge prendendolo poi non visibile per i prossimi giorni della nostra permanenza. Ma lui è lì, come da sempre.
I preparativi
Il viaggio è stato organizzato in quattro giorni — ovvero tre notti.
- Day #1: arrivo a sera inoltrata, per cui non c’è rimasto altro che cercare un posto in cui mangiare e fare una passeggiata in centro; per l’occasione natalizia la città era adibita a festa e con i mercatini di Natale;
- Day #2: esploriamo Yerevan ed il suo centro, spingendoci anche verso la periferia — vera faccia autentica della città;
- Day #3: partiamo per un tour organizzato verso il lago Sevan, Sevanavank e il Parco Nazionale di Dilijan — con visita ai monasteri di Haghartsin e Goshavan;
- Day #4: con l’aereo per tornare in Italia in tarda serata ne approfittiamo per esplorare la periferia a sud della città — e ci rechiamo in quelli che sono i veri spaccati di vita reale armena, girando entrambi i bazar (con una missione da portare a termine)
L’aeroporto
Mia opinione: l’aeroporto di Yerevan rappresenta nel pieno il concetto per cui tutto può cambiare da un momento all’altro e sia necessario essere pronti ad affrontare il futuro, sia in meglio — sia in peggio.
Un piccolo aeroporto di uno Stato confinato sulle montagne a sud del Caucaso che la dividono fisicamente dalla Turchia — eppure diventato un aeroporto strategico negli scambi internazionali di merci e persone a causa del mutato clima geopolitico dopo l’inizio del conflitto Russia-Ucraina.
Ed è così che da piccolo aeroporto gestisce ora delle comunicazioni tra l’Europa e la Federazione Russa. Da qui passano persone, sogni, desideri aspirazioni di tantissime persone innocenti in tutto se non per il fatto di avere un passaporto invece di un altro.
All’esterno dell’aeroporto, non è poi così tanto diverso dagli altri aeroporti, le nazioni post sovietiche, e forse nemmeno dei nostri aeroporti: usciti materialmente attraverso le porte vi troverete più volte fermati da persone che vi proporranno un taxi verso la città alle cifre più disparate, solitamente intorno ai 15 €.
Di per sé il prezzo non è poi così elevato, però va notato come in caso abbiate una connessione ad Internet — che abbiate Yandex Go installato sul telefono — riuscirete a prenotare una corsa a meno della metà del prezzo che vi verrà suggerito, con tutte le garanzie del caso.
A tal proposito, va segnalato come, soprattutto sul r/armenia (Reddit sull’Armenia) siano stati segnalati in più post degli autisti disonesti che prima vi attirano lusinga ano con un certo prezzo dopodiché in viaggio in extraurbano ti diranno che vi accompagneranno nel posto che desiderate solo in cambio di un ulteriore tariffa; alcuni utenti hanno addirittura segnalato come siano stati rubato loro i bagagli.
È importante, quindi diffidare ancor di più di chiunque vi fermi all’esterno della aerostazione.
Di seguito un po’ di storie degli utenti:
- A Disappointing Experience with a Taxi Scam in Yerevan
- Taxi Scam - Airport to Yerevan City
- Zvartnots Airport to Yerevan Cab Ride: Unsuspecting Foreigner Pays $34
- Taxi scam
- Taxi scam
In questo post invece viene riportato un gruppo Telegram in cui segnalare eventuali irregolarità.
Tutto ciò contro quel che mi piace fare di più in queste situazioni, ovvero parlare con gli autisti e contrattare il miglior prezzo; ammetto che mai mi sarebbe venuto in mente di poter rimanere incastrato in situazioni così truffaldine.
Cambio valuta
In aeroporto, prima dell’uscita dal terminal, incapperete inevitabilmente in un cambio valuta che, seppur indichi FX 0%, in verità vi ricarica tutto sullo spread di cambio rendendolo notevolmente sconveniente.
Il mio consiglio è tuttavia di cambiare un manciata di euro (50€ nel nostro caso) giusto per assicurarvi di poter arrivare in città poter eventualmente mangiare qualcosa in ristorante per la sera.
Per conversioni di maggiore entità troverete in giro per la città i SAS supermarket al cui interno troverete anche dei money exchange.
Noi ci siamo affidati la maggior parte delle volte al money exchange all’interno del supermercato di Yerevan (che peraltro è aperto h24 7/7) che, senza richiedere documenti, vi accetta del banconote in euro e vi restituisce armenian dram con uno spread irrisorio rendendolo estremamente conveniente.
Come spostarsi
Taxi
Le alternative non sono tantissime. O deciderete di muovervi a piedi oppure in taxi.
Per muovervi a piedi Google Maps andrà benissimo.
In alternativa anche Yandex Maps offre un’ottima navigazione, talvolta anche meglio nella definizione delle strade più periferiche per evitare di farvi fare i giri lunghi e inutili.
Il taxi si dimostrerà l’alternativa più vantaggiosa e comoda in caso abbiate Yandex Go ed una connessione ad internet: per il corrispettivo di 700-1800֏ arriverete praticamente in ogni parte della città.
Con 3000 ֏ (circa 7€) arriverete addirittura in aeroporto (a patto di scegliere la vettura economica).
Metro
La città è servita anche da un sistema di vagoni metropolitani, ma per prendere la metro vi servirà un numero armeno per registrarvi al servizio: senza numero armeno, noi potete registrare all’App e quindi non potete usufruire della metro. Un vero peccato!
Nel nostro caso avevamo una eSIM virtuale con solo dati attivati senza il numero di riferimento per cui c’è stato impossibile registrarci al servizio… 😞
Il costo del biglietto è 150֏ (circa 0,35€)
Maggiori informazioni sulla metro potrete trovarle qui.
Auto
Un’altra alternativa che noi per poco tempo non avevamo valutato per esplorare l’Armenia (e per cui si ringrazia @medical_pirates) è noleggiare un’auto.
Utile sicuramente nel caso in cui decidiate di spostarvi fuori da Yerevan verso specifiche tappe — con tutta la comodità di essere indipendenti negli spostamenti — un vero suicidio programmato in caso decidiate di usarla per spostarvi al suo interno.
Il traffico è estremamente caotico e pesante, senza contare la problematica annessa dei parcheggi…ne vale davvero la pena? 😁
Dove alloggiare
La scelta è stata tra le più difficili.
Anche perché è stato necessario scegliere tra degli hotel moderni, esteticamente validi ma senza vista è un hotel un po’ meno curato all’interno ma con una vista spettacolare.
L’ultimo giorno in cui era possibile la cancellazione gratuita offerta da Booking il colpo di testa: cambiamo e prenotiamo il 14th Floor Hotel, meno curato nell’interior design ma con la possibilità di scegliere una stanza con vista al 14º piano, da cui sperare di vedere il Monte Ararat, vera attrazione millenaria e leggendaria di Yerevan.
Va detto che l’ha vista soprattutto la notte non era nulla di particolare, anche a causa della nebbia.
Il balcone in camera però può fare la differenza, e l’avrebbe fatta giornata soleggiata successiva permettendoci di fare aperitivo con un buon bicchiere di vino rosso armeno al cospetto del Monte Ararat.
Dall’ultimo piano dell’Hotel, in cui viene servita giornalmente la colazione (per niente male), avrete una vista privilegiata sulla città che vi permetterà di iniziare a prendere confidenza con il suo stile e la sua alternanza di moderno alternato al brutalismo decadente.
Dove mangiare
Non faticherete a trovare il ristorante che rispecchi i vostri gusti nella old town di Yerevan.
I prezzi sono solitamente contenuti del cibo estremamente abbondante, oltreché gustoso e buono.
Durante la nostra permanenza abbiamo pranzato o cenato in questi ristoranti con soddisfazione, peraltro tutti vicinissimi ed in centro:
Con 10-12€ a persona mangerete e berrete in quantità fino a considerarvi sazi (e felici)
Cosa vedere
Vernissage
Posizione su Google Maps qui.
Massima espressione di quello che si può definire un “expo” dell’artigianato locale.
Questo mercato a cielo aperto, curato nei dettagli è popolato da artigiani locali espongono i loro prodotti artistici fatti con prodotti locali (non proprio tutti, in mezzo potrebbe celarsi qualche “Made in China” industriale…).
Sulle sue bancarelle troverete qualunque prodotto o qualunque souvenir artigianale abbiate mai visto, a prezzi però tutt’altro che accessibili… e mentre alcuni venditori accettano di venire ad accordi economici, altri rifiuteranno categoricamente.
Ciò non toglie che alcuni prodotti esposti siano estremamente di pregio per non dire stupendi.
La nostra attenzione è stata rapita completamente dalla melagrana, simbolo dell’Armenia — che troverete in tutte le forme, tutte le dimensioni ed in tutti i materiali.
Dal 1966 il Vernissage è un appuntamento costante per gli amanti dei manufatti, che trova il suo picco di visite nei giorni di saabto e domenica, ma non per questo lo troverete vuoto nei restanti giorni della settimana.
Nelle sue bancarelle nascoste troverete non solo souvenir ma anche oggetti preziosi di antiquariato, alcuni di epoca sovietica.
Ma anche tappeti, legno intagliato, lavorato nelle forme più particolari ed originali, tali da rendere l’oggetto qualcosa di irrinunciabile.
Ottimo posto se cercate dei souvenir apprezzo accessibile.
Rimango personalmente deluso però dal fatto di non trovare ampia scelta nè di saponi, creme o essenze come invece mi aspettavo…motivo per il quale la mia ricerca sarebbe continuata anche nei giorni successivi, estesa ad altri possibili luoghi.
Complesso della Cascata
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Costituito da una doppia scalinata maestosa realizzata in pietra calcarea — i lavori iniziarono nel 1971 e si conclusero parzialmente nel 1980 (parzialmente perchè, ancora oggi, i lavori sono in corso nelle parti più apicali della scalinata — quelle prossime al Monumento del 50esimo)
L’esterno dell’opera è adornata con sculture moderniste della collezione Cafesjian, fontane ed orpelli mentre all’interno troverete musei a vario tema.
Ai piedi delle scalinate il giardino è ornato da famose statue di Fernando Botero, famose per lo stile “voluminoso” dei loro corpi.
Maggiori informazioni potrete leggerle qui.
Monumento del 50esimo anniversario
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Questo monumento celebra il 50esimo anniversario dell’annessione della Repubblica Socialista Armena all’Unione Sovietica, inaugurato nel 1967.
Si trova in cima alla scalinata della Cascade-complet, nei pressi di un punto di osservazione in cui potrete ammirare tutta la città di Yerevan dall’alto.
Anche se lo skyline cittadino è rappresentato prevalentemente da blocchi brutalisti e grigi, tutti uguali, che da lontano trasmettono povertà e indirettamente tristezza — non si può dire sia brutto; anzi.
Parco della Vittoria
Ogni volta che menziono questo parco, non posso che fare altro che pensare al gioco del Monopoli.
Eppure il nome del parco è estremamente ricorrente in tutto il territorio sovietico e non solo si riferisce alla vittoria della grande guerra patriottica portata a casa dall’Urss dalla seconda guerra mondiale.
La sua attrazione principale, la Statua della Madre Armenia svetta dal suo punto più alto ed è visibile anche da lontano, man mano che vi avvicinerete al Complesso della Cascata
Peccato all’interno statuto decadente, ogni cosa rimanda un’epoca di splendore ormai cessata, con rovine-abbrutito ulteriormente da graffiti urbani e dalla noncuranza delle strutture all’interno. Anche all’interno troverete tantissimi cani randagi, mai aggressivi e sempre molto amichevoli.
Lungo il percorso varie iscrizioni e rappresentazioni sono evocative del sacrifio umano alla base dell’Armenia come stato autonomo ed indipendente.
Ricorda molto il parco della Vittoria di Kyiv con la statua della madrepatria Ucraina al centro austera che si erge e con attorno le varie macchine militari, mezzo ormai sembra sempre più necessario per tutelare la propria identità e proprie diritti come popolo.
Dopo una lunga camminata all’interno di un parco che sembra abbandonato ed in cui alberi schelettrici contornano i sentieri al suo interno arriverete al suo centro, e vi accorgerete del vostro progressivo avvicinamento perchè vedrete spuntare e sempre più vicina una grande statua dagli arbusti rinsecchiti degli alberi.
E’ la Statua della Madre Armenia, collocata sul basamento in sostituizione a quella di Stalin (fonte), dopo la vittoria della Grande guerra patriotica (la Seconda Guerra Mondiale).
La statua simboleggia la pace raggiunta attraverso la forza, e nel piazzale antistante troverete varie macchine da guerra di terra e d’aria a ricordare i mezzi con cui la pace è stata raggiunta.
Con il calare del sole la statua assume una nuova forma, con un gioco di luci ed ombre ad illuminarla che la rendono ancor più terribile ed austera.
Dal suo parco potrete scorgere vari scorci della città, che con le luci della notte assumerà inevitabilmente un aspetto più misterioso ed inquieto.
Vista dall’alto la città assume tratti romantici.
Piazza della Repubblica
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Il vero centro della città e cuore pulsante è invece la Piazza della Repubblica che per l’occasione natalizia è un brulicare di gente, con nostra sorpresa anche durante la settimana e ben oltre la mezzanotte, che adibita a festa
Nella Piazza troverete sia le Poste armene sia il Marriott hotel.
Da qui si diparte il Viale del 2750esimo anniversario che per l’occasione era stato adibito a viale della salivazione con vari chischio di cibo per soddisfare ogni desiderio alimentare, dal grano turco bollito all’hot dog alle pattatine alla carne alla griglia.
Cattedrale di Yerevan
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E’ tra gli edifici culturali più di spessore di tutta l’Armenia ed il luogo di culto in assoluto più importante per la chiesa apostolica armena.
Ci passerete di fronte in caso decidiate di recarvi a piedi ai due bazar, dirigendovi verso Sud, appena dopo il Vernissage.
Shopping & Bazar
Come ogni stato post-sovietico, anche l’Armenia vanta i suoi preziosissimi e ricchissimi bazar, luogo di commercio e vita in cui poter trovare letteralmente ogni cosa possa servire nella vita di una persona.
In Yerevan troverete due bazar.
Armenian Armenian market
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Il primo, poco più a sud del Vernissage, è un bazar prevalentemente alimentare, con tanto di animali vivi al suo interno — ed il solito reparto da scene horror che è quello della macelleria — ben separato da quello vegetale.
E’ qui che abbiamo trovato la rosa damascena, mimetizzata tra alcolici ed altre spezie, profumatissima.
Al piano di sopra si trova qualche venditore di vestiario o altra chincaglieria ma in un ambiente talmente tanto dimesso e silenzioso che pare quasi di disturbare il quieto vivere di chi lavora.
Patek bazar
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Più indicato per l’oggettistica e gli strumenti quotidiani, viene anche definito come il bangladesh market per via del fatto che al suo interno è possibile trovare praticamente ogni cosa si possa trovar su qualunque altro sito online — come Aliexpress o Temu.
E’ qui che abbiamo comprato la valigia — protagonista della narrazione a fine post.
Il supermercato di Yerevan
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Centro commericale nastosto all’interno di un edificio storico di Yerevan, aperto h24 e 7/7, al suo interno troverete sia un exchange money (anch’esso operativo h24 7/7), una food court ed un supermercato alimentare con all’interno qualunque cosa possa servirvi, dal cibo alle specialità locali ai cosmetici.
E’ qui che avviene il fattaccio che ci complicherà i giorni a seguire ed acquistiamo (con @washington_giò complice silenziosa) tantissimi prodotti tipici locali cosmetici da provare, alcuni introvabili sul nostro mercato — oltre a frutta secca, cioccolati vari, patatine, bottiglie di spirito e vino per un peso eccedente i 20kg che ci obbligherà a risolvere un altro problema: come portare tutta questa roba in Italia?
Esplorare l’Armenia
Tra monasteri, leggende e antiche tradizioni.
Non vi sarà difficile trovare un tour operator in grado di soddisfare i vostri desideri di esplorazione. Nel nostro caso, avendo pochi giorni è un tempo risicato, era importante prenotare tutto fin dal principio-dall’Italia, per cui ci siamo affidati ai servizi di Year service non dubitavo tuttavia che trovarne uno sarebbe stato più facile che trovare un fioraio in un paese ex sovietico.
Ovunque nelle strade troverete cartelloni, auto, poster che vi proporranno servizi di guida e di tour per l’Armenia e non solo, anche alla Georgia.
E questa esperienza è protagonista del nostro secondo giorno in Armenia, di cui parlerò nel prossimo post
Inviare pacchi in Italia
Dopo la spesa folle fatta nel Supermercato di Yerevanci siamo trovati di fronte ad un nuovo problema, che ci ha tenuto mentalmente occupati ed affaccendati in modo divertende ed alternativo: come portare in Italia tutti i nostri acquisti?
Dopo varie ricerche online ed una visita serale nelle Poste armene (che come in occasione della visita a Budapest avevano orari di chiusura oltre le 23 di sera) per cui ogni kg di pacco ci sarebbe venuto a costare quasi 25 € — decidiamo di prendere una scatola di cartone sempre alle poste di rinforzarla con del nastro adesivo una volta riempita con tutti i nostri averi (ed acquitata in loco per quasi 3€).
Peccato che una volta chiusa la scatola non si è dimostrata all’altezza delle aspettative, mostrandosi estremamente fragile e inadeguata all’obiettivo che c’eravamo prefissati, ovvero imbarcarla in aereo.
Per questo motivo, abbiamo deciso di di fare uno sforzo economico ulteriore e di acquistare una valigia.
E quale posto migliore di trovare una valigia se non il Patek bazar? Per questo motivo la nostra visita in quel bazar non era esclusivamente turistica ma soprattutto di natura commerciale perché il nostro obiettivo era trovare una valigia al minor prezzo possibile capace di accogliere tutti i nostri nuovi acquisti.
È stato simpatico e divertente contrattare con i vari venditori, che poi si è dimostrato essere uno solo che controllava e gestiva i vari negozi di valigie di tutto il bazar, per cui portiamo a casa una valigia per un prezzo comunque accettabile ma sicuramente ancora ottimizzabile se non fosse che il commerciante non ha voluto sentire ragioni per scendere ulteriormente di prezzo.
E la contrattazione avvenuta prevalentemente in russo è stata a tratti divertente, a tratti seriosa, che si è conclusa con una stretta di mano ed un sorriso da entrambe le parti 😁