Un week-end al lago: Bled e Ljubljana

Un po’ di storia

Non è sempre detto che un viaggio inizi con il rombo di un motore di un aereo. Anzi, quest’idea è solo di recente concezione. Son sempre stato amante dei viaggi su strada: vivere il percorso, vedere la strada che ― chilometro dopo chilometro ― viene lasciata indietro, con la natura che cambia ed il sole che cade fino a lasciare spazio al buio.

Timelapse dal 13esimo piano dell'Hotel Lev

Dove e cosa portare?

Direzione Est

A poche ore d’auto dall’Italia ― non offre grandi attrattive turistiche. Meno nota rispetto a Francia, Svizzera, Austria ― è patria del famoso Lago di Bled. E forse nient’altro di famoso o noto ― a parte le terme. come ogni paese dell’Est che si rispetti.

Tuttavia l’idea di avventurarmi ad Est e, ancora una volta, esplorare una cultura ed un ambiente slavo-sovietico hanno avuto il sopravvento.

Il borsone

Andare in auto mi permette di partire in scioltezza senza badare eccessivamente al packing: cosa portare e cosa lasciare a casa. Per questo decido di portare anche il trepiede per la macchina fotografica; le intenzioni son chiare. La durata del viaggio ― tre notti ― mi permette di viaggiare leggero. Guardo il meteo ― e decido: due felpe, due camicie, tre pantaloni, biancheria quanto basta e la valigia è pronta (preparata esattamente la mattina della partenza)

La guida

Anche in questa occasione non ho resistito: ho preso la guida per la Slovenia edita dalla DK ― Eyewitness, per me marchio di assoluta garanzia. Offre il giusto bilancio tra informazioni scritte ed informazioni fotografiche ― e non si riduce a mero elenco telefonico come invece le Lonely Planet.

L’Hotel

Optiamo per l’Hotel Lev, situato a 10 minuti walking distance dal centro, nei pressi del Parco di Tivoli. Il parco offre ampio parcheggio al costo di 0.60€/h dalle 6 alle 22 e 1.80€ quota fissa dalle 22 alle 6. Vi sconsiglio tuttavia di parcheggiare ― a seconda del tipo di auto con cui viaggiate: la notte solo poche auto parcheggiate overnight lo rendono ― a mio parere ― un parcheggio probabilmente poco sicuro, anche se sulle recensioni su Google Maps solo poche sono negative e non si fa cenno ad atti vandalici o furti. Lo status di Genius Lv. 3 ci permette di prendere la stanza Premium al costo della stanza Basic; il pagamento con Curve come intermediario ci permette di ricevere indietro un 4% del pagato mentre la sottostante Crypto.com il 3% in cashback. Impossibile resistere.

Stanza accogliente, innovativa, con doccia “panoramica”. Tredicesimo piano ― vista park view o ― a seconda della scelta ― city view.

La vignetta autostradale

Per poter transitare nelle autostrade Slovene avrete bisogno di acquistare una vignetta autostradale ― disponibile nei tagli di una settimana, un mese oppure un anno. Trovate maggiori dettagli sul sito ufficiale. Potrete anche acquistarla lungo alcune aree di sosta lungo la A4, ma sappiate che tutto quel che riceverete sarà uno scontrino da esibire a richiesta in quanto da inizio anno non sono più vendute le vignette adesive.

Cosa sapere prima di partire

  • La domenica troverete la maggior parte dei negozi chiusi; se avete necessità di cibo per il viaggio o per la domenica, assicuratevi di procurarvelo il sabato. Quei pochi negozi che apriranno ― lo faranno con orario ridotto fino alle 15.

  • Molti parlano italiano; nei bar, nei ristoranti, in hotel. Se l’inglese non è il vostro forte ― non avrete comunque problemi a destreggiarvi.

  • Attenzione alle sanzioni da eccesso di velocità!

  • Nel caso siate pratici col russo, troverete molte parole somiglianti tra lo sloveno ed il russo ― opportunamente trasliterate.

Si parte

Partiamo da Milano intorno alle 9; ci lasciamo alle spalle Bergamo, Padova e dopo qualche coda anche Venezia.

This...may be you
This…may be you

Pranziamo all’aperto, in un’area di sosta. Facciamo il punto della situazione e confermiamo il tragitto.

Varchiamo il confine nel tardo pomeriggio e subito salta all’occhio come siano poche (se non rare) le auto con targa italiana in circolazione.

L’autostrada è meno curata rispetto a quella italiana ma non mi sentirei di parlarne male.

Ljubljana

Arriviamo sul tardi, intorno alle 19. Un po’ stanchi prendiamo possesso della stanza. La vista di cui si gode dal 13esimo piano ci ripaga di tutto e ci fa dimenticare la stanchezza. Non perdiamo tempo e festeggiamo.

Cosa vedere

Il centro

Il centro si gira davvero in mezza giornata, ammesso che il tempo sia clemente. Con noi non lo è stato. Estremamente ben curato, costellato di locali lungo il fiume Ljubljanica, offre scorci e momenti d’intrattenimento, sia durante il giorno sia durante la notte.

Il mercato

A pochi passi dal fiume, nella Piazza Pogacar ― il mercato locale offre varietà di frutta e verdura con gusti e tonalità di colore da sperimentare ed assaportare: fiori, frutta esotica, piantine ed insaccati di carne.

Il mercato è diviso tra una parte all’esterno ed una all’interno, lungo il fiume, con tavoli lungo la passeggiata prospiciente in cui potersi fermare e sorseggiare un drink. Trovate maggiori informazioni qui

Metelkova

Quartiere della street art e dei centri sociali nonché una delle mete più alternative e caratteristiche in cui potrete imbattervi. Visitarla rievoca un po’ le stesse sensazioni ed emozioni che si hanno passeggiando per le vie della città di Kristiana ― a Copenhagen.

La storia di Metelkova come centro culturale è iniziata nel 1993, quando la parte settentrionale del complesso, su iniziativa di Mreža za Metelkovo (Rete per Metelkova), associazione indipendente di artisti e intellettuali, per lo più a indirizzo alternativo, un gruppo di circa duecento volontari, ha occupato il posto per proteggerlo dalla demolizione. Gli edifici delle ex caserme austroungariche, costruite nel tardo sec. XIX, sono stati trasformati da numerosi artisti sloveni contemporanei noti e meno noti. Il complesso Metelkova, coerentemente con lo spirito assai libero che vi regna, è in costante trasformazione.
via visitLjubljana.com

Il ponte dei Draghi

I draghi sono il simbolo di Ljubljana. Il ponte dei Draghi prende il nome dal fatto che ai suoi quattro angoli sono presenti quattro draghi spaventosi a controllarne il passaggio.

Il Ponte dei Draghi
Il Ponte dei Draghi

Secondo la mitologia Giasone ― eroe greco ― uccise il drago che viveva nella palude della sorgente del fiume.

La leggenda narra che Ljubljana sia stata fondata dall’eroe mitologico greco Giasone, che rubò il vello d’oro del re Aites, e poi con l’equipaggio degli Argonauti scappò sulla nave Argo attraverso il Mar Nero fino al Danubio e risalì il fiume Sava fino al fiume Ljubljanica. Lì gli Argonauti smontarono la nave, la trasportarono fino al mare Adriatico, dove fu ricomposta e con essa fecero ritorno in Grecia. Sulla strada per il mare, alla sorgente del fiume Ljubljanica, si fermarono in un grande lago e in una palude dove viveva un drago. Giasone affrontò il drago, lo sconfisse e lo uccise.
via visitLjubljana.com

Dove mangiare

Se siete a corto di idee ― potete fare un salto da Pop’s place se siete nel mood di mangiare hamburger; altrimenti valutate Das ist Walter ― se siete nei pressi di Metelkova ― oppure Vigò ― nel caso siate nel mood di mangiare dolci. Tutti super consigliati, ben votati su Google Maps ed in centro.

Lago di Bled

Nel caso siate più fortunati di noi ― quel che potrete ammirare sarà uno specchio d’acqua ed una natura rigogliosa ben illuminata dal sole. In questo weekend di Aprile ― ci siamo accontentati di un’atmosfera quasi autunnale, moody, che però non ci ha proibito (per fortuna!) di visitarlo, seppur non in modo approfondito.

Isola di Bled dalla Passeggiata lungolago
Isola di Bled dalla Passeggiata lungolago

Distante circa 40 minuti d’auto da Ljubljana ― circa 60km ― è facilmente raggiungibile con l’autostrada A13.

Isola di Bled
Isola di Bled

Al lago si affianca la leggenda della “campana dei desideri”, di cui troverete l’iscrizione in prossimità del pontile degli innamorati, che è stata riportata dal sito Bled.si:

La cosiddetta “campana dei desideri” è stata fusa nel 1534 a Padova da Francesco Patavino. La leggenda narra che a quell’epoca vivesse a Bled una vedova giovane e inconsolabile. Suo marito era stato ucciso dai banditi che avevano gettato il suo corpo del lago. La vedova raccolse tutto il suo oro e argento e fece fondere una campana per la cappella sul lago. Ma la campana non vi arrivò mai, poiché una burrasca la fece affondare assieme alla barca e ai barcaioli. Si dice che ancor oggi nelle notti serene si sentano i suoi rintocchi dal profondo del lago. La vedova, disperata, vendette tutti i suoi averi e si trasferì a Roma in un monastero. Dopo la sua morte, il papa benedisse una nuova campana e la mandò sull’isola di Bled. Chi faccia risuonare la campana esprimendo un desiderio può essere sicuro che l’“infelice signora del lago” glielo realizzerà.

Il castello

Costeggiate la passeggiata lungo il lago dal lato Ovest, passando dal casinò Admiral.

Lungo la strada fermatevi e provate la Kremna Rezina ― torta caratteristica slovena ― da Kavarna Park cafè ― una delle più antiche pasticerie locali.

Fermatevi lungo le varie panchine distribuite lungo il percorso ed ammirate il lago (e l’isola di Bled) dalle diverse prospettive e seguite il percorso che, nel giro di 20 minuti rilassati (ed in pendenza), vi porterà sulla sommità della roccia su cui è costruito il castello di Bled. L’ingresso costa 10€ oppure 7,50€ ― nel caso siate studenti.

Isola e Castello di Bled // Nightview
Isola e Castello di Bled // Nightview

Sova

Posizione su Google Maps qui.

Ristorante caratteristico che si affaccia sul Lago. Offre piatti buoni e ricercati oltre a cibo tradizionale sloveno. Personale accogliente, alcuni parlano addirittura italiano. Pro non da poco è che, qualora non sappiate dove parcheggiare, dispongono di un parcheggio apposito per i clienti (non lontano dal ristorante) in cui potrete parcheggiare l’auto.

Sabato sera? Bled ― grazie!

Il sabato ha nevischiato. Indecisi sul trascorrere la serata nella old town o sul lago di Bled ― alla fine optiamo per tornare a cena da Sova.

Experience eccezionale, considerato anche l’ambiente a metà strada tra l’intimo ed il ricercato.

Il bilancio

La visita in Slovenia è ufficialmente il primo road trip dopo tanto, tantissimo tempo. Dopo i viaggi ciclopici verso Vilnius nel 2016 e Porto nel 2018, la visita a Ljubljana è come un antipasto quando hai fame: aumenta l’appetito e la voglia di guidare, viaggiare, esplorare, fermarsi a fare foto, aspettare (e cogliere) l’attimo.

Viaggiare con auto mette anche di fronte a nuove sfide logistiche, pratiche e scelte che il viaggiare in aereo non contempla.

Lungo le rive del fiume Ljubljanica
Lungo le rive del fiume Ljubljanica

Souvenir

Per la serie #liquorideuropa, gli immancabili i souvenir di viaggio ― oltre alle classiche calamite, cartoline, matite e, dove presente, maglietta dell’Hard Rock.

Gli unici ed inimitabili.

#liquorideuropa
#liquorideuropa

La Slovenia è nota per la produzione di miele, che in questo caso è stato addizionato alla grappa locale creando un abbinamento semplicemente eccellente: vi consiglio di cercarla!

La migliore in assoluto è la grappa al miele, seguita dalla grappa miele e cioccolato; ultima posizione la grappa al fico, decisamente dal gusto poco incisivo oltrechè poco alcolica.

Le bottiglie in questione son state prese nel mercato di Piazza Pogacar, in una bancarella coperta lungo il fiume; solo la grappa al miele e fico è stata presa in un negozio di souvenir poco lontano…

#liquorideuropa è l’hashtag che raggruppa tutti i post in cui son presenti dei souvenir alcolici ― provenienti da varie parti d’Europa.


Il resoconto? 1735km in 18 ore di guida.

Non vedo già l’ora di ripartire.

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