I fatti narrati in questo post sono avvenuti il 21 Maggio del 2023 e sono stati poi raccolti nei mesi successivi.
Mancavano però i documenti fotografici che dovevano essere organizzati e processati.
Per questo motivo trovano pubblicazione solo in questi tempi.
Il primo giorno è quello in cui ci prefiggiamo più km in assoluto: da Pavia a Vienna Google Maps segna oltre 900km ed è categorica una partenza all’alba. Partiamo un po’ più tardi dell’alba, alle 7:30 — ma siamo cronicamente pigri ed anche se corriamo — lo facciamo comunque senza fretta — tanto che ogni occasione è buona per fermarsi.
Una volta manca l’acqua nell’abitacolo, un’altra ci fermiamo per qualcosa da sgranocchiare in viaggio, altre volte il necessaire per far partire il circo del caffè. Nel frattempo, in tutto il tratto fino a Venezia — dire che diluvia non rende comunque l’idea del clima. Siamo a Maggio solo di calendario, e ci interroghiamo se davvero non abbiamo sbagliato i piani.
Ci siamo già lasciati alle spalle svariati chilometri quando iniziamo ad intravedere i cartelli che ci fanno sentire subito “turisti”.

L’Austria
La guida
In Austria è necessaria la vignetta autostradale (come già detto nel post introduttivo) e, per timore di “non arrivare pronti” — dopo Venezia iniziamo a fermarci quasi ad ogni autogrill.
In verità la faccenda è molto più semplice di quel che potrebbe sembrare.

Verso il confine Austriaco, a circa 15-20 km — troverete l’ultimo area di sosta contrassegnata per l’appunto come “ultima stazione di servizio prima del confine” — e sarà in quel momento che potrete acquistare la vignetta.
Poichè impazienti – non abbiamo tuttavia aspettato all’ultima stazione ma già a 70-100 km prima del confine — dopo Trieste — abbiamo acquistato la vignetta.
Varchiamo il confine verso ora di pranzo, ed in men che non si dica ci troviamo in Austria — con solo un timido cartello che ci indica il confine europeo tra stati.
A questo punto si aprono due alternative sul dove mangiare; il meteo è clemente e decidiamo di organizzare un pranzo all’aperto, in un tavolo di legno messo a disposizione dei viaggiatori in una delle prime stazioni di servizio che incontrerete appena varcato il confine.
In alternativa, in caso di tempo non clemente — potrete fermarvi presso questa tavola calda in cui potrete mangiare con 15-20€, con qualità del cibo comunque discreta.
La pausa pranzo
Ci fermiamo in questa area di sosta ed apparecchiamo un pranzo regale per gli standard attesi.
Ci concediamo una piccola pausa.
Abbiamo già percorso quasi 600km e circa 350km ci separano da da Vienna.
Pranziamo con un muro montuoso di fronte, immersi nella natura, con una temperatura estreamente piacevole.

L’autostrada
Il traffico è ordinato e raramente troviamo ingorghi stradali tali da doverci fermare.

Rallentiamo nei pressi di Graz, in cui una serie di biforcazioni ci obbligano a destreggiarci in una sequenza di indicazioni, ma nel giro di breve tempo siamo nuovamente a velocità codice che viaggiamo secondo la tabella di marcia in direzione Vienna.

L’arrivo a Vienna
Ci troviamo alle 19 a pochi km da Vienna, con un traffico intenso serale della domenica — che ci obbliga ad incolonnarci ed andare a passo d’uomo per mezz’ora abbondnate.
Il sole è già basso ed ha quel colore arancione, caldo — quasi romantico — dei tramonti tipici dell’estate dell’Est.
Vienna è solamente la prima delle tappe e per velocizzare le cose l’hotel prenotato si trova in periferia — per cui non dobbiamo nemmeno affrontare il traffico del Centro.

Arriviamo a Vienna alle 20:15, dopo 950km. Stranamente non siamo nemmeno eccessivamente stanchi, per cui poggiamo i bagagli in hotel, parcheggiamo l’auto nel parcheggio interno e ci dirigiamo verso il centro per degustare qualche piatto tipico locale e fare una passeggiata notturna.
Dove dormire
La nostra scelta ricade su Rainers Hotel Vienna, in periferia, con possibilità con l’aggiunta di 20€ di poter parcheggiare l’auto in un posto riservato e non in strada — prezzo che troviamo congruo ed accettabile per dormire tranquilli.
La stanza è accogliente, la mobilia conferisce un aspetto premium al posto.

La receptionist non ci sa dare grandi informazioni sugli spostamenti con treni e tram per raggiungere il centro (o, almeno, non li capiamo), per cui decidiamo di seguire le informazioni su Google Maps ed affidarci alla fortuna.
Decidiamo di non includere nel pernottamento la colazione
Dove mangiare
Avendo a disposizione un unico pasto, per di più serale, con i tempi un po’ incerti dati dal fatto che non sappiamo benissimo come districarci tra treni, tram e bus — arriviamo a Reinthaler’s Beisl che per fortuna la cucina non è ancora chiusa.
I modi del personale non sono tra i più cordiali, ma le recensioni parlano chiaro: lì si mangia bene, dunque è una cosa su cui possiamo soprassedere.
Mangiamo quanto di più scontato e stereotipato si possa mangiare in Austria, in Vienna: wurstel e shnitzel.

Vienna by night
Nonostante l’ora tarda (sono le 23 circa) decidiamo di fare una passeggiata per le vie ignote del centro, un po’ senza meta ed un po’ senza allontanarci troppo dalla stazione della metro, con la cui ultima corsa vorremmo tornare in hotel.

E’ proprio nei pressi della Cattedrale che @whashington_giò viene punta da una vespa senza per fortuna riportare gravi conseguenze anche perchè — nemmeno a farlo di proposito — aveva dimenticato il cortisone in hotel.

Una volta risolta l’emergenza proseguiamo in una passeggiata, seppur timorosamente e stanchi.

Vienna by day
Il non avere la colazione ci spinge a cercarla in centro – anche sotto le pressioni di @whashington_giò che a tutti i costi vuole mangiare la sacker.

La sacher originale si mangia però al Sacher Hotel ma a costo di fare una cospicua fila, con il nostro tempo che invece era contato.

Dopo aver parcheggiato qui ci dirigiamo verso Café Schwarzenberg che stando alle recensioni dovrebbe essere uno tra i posti migliori per budget in cui poter mangiare una sacker tradizionale.

L’esperienza della colazione è ottima, ed il posto si percepisce avere un target di clientela selezionata — sia per prezzi che per organizzazione. Prendiamo due cappucci, una spremuta e due torte.
La mattinata è ancora lunga e, finita la colazione, decidiamo di fare un giro nei paraggi prima di risalire in auto e fare i 680km che ci separano da Varsavia (che in confronto ai 950 del giorno prima ci sembrano quasi pochi!)

Finiamo quasi del tutto a caso presso il Monumento degli Eroi dell’Armata Rossa.

Di cui, qui, un pregiato dettaglio:

E’ quasi mezzogiorno quando vinciamo la pigrizia e l’inerzia di camminare per le vie stupende di Vienna e risaliamo in auto — non prima di aver pagato 5€ per 2 ore di parcheggio.
Infine, partiamo.
La Repubblica Ceca
Da Vienna viaggiamo verso Nord, direzione Brno — in Repubblica Ceca.
Notiamo però che il tempo di percorrenza effettivo rispetto ai km sia decisamente maggiore.
A circa 40km dal confine, l’autostrada a due corsie per senso di marcia lascia spazio ad una strada a singola corsia, estremamente trafficata ambo i sensi di marcia soprattutto da camion e mezzi pesanti.
Viaggerete a lungo su questa strada — finchè non arriverete al confine di stato effettivo, e lo riconoscerete per la presenza di quella che sembra una vecchia casa cantoniera adibita un tempo a bar e rivendita di vignette ceche — ma ora aperta solo per la rivendita di queste ultime.
Paghiamo 310 CZK (circa 13€) per avere associata la targa all’uso delle autostrade per 10 giorni.

Tuttavia, da qui fino alla prima quattro corsie dovrete fare ancora numerosissimi km.
Puntiamo prima verso Brno e poi verso Ostrava, con poche pause giusto per sgranchire le gambe.

E’ ora di pranzo, ed inizia come da rito la ricerca del posto in cui allestire il necessario per il pranzo.

Tentiamo svariate uscite, vediamo potenziali posti anche estremamente interessanti, ma tutti accomunati da un unico, grande problema: venivamo sistematicamente assaliti da orde di moscerini sotto qualunque albero pensassimo di metterci.
Ed è così che… abbiamo optato per posizionarci in un sovrapasso autostradale. Il rumore delle auto in transito non era nemmeno così fastidioso come pensato inizialmente, ed abbiamo trascorso un piacevole pranzo letteralmente in the middle of nowhere delle campagne ceche.
La Polonia

Ci lasciamo dietro gli sconfinati paesaggi pianeggianti, distese infinite di terreni coltivati e curati, che ben contrastavano con il celeste di un cielo terso e felice per entrare in Polonia: sempre in autostrada lambiamo Katowice e Chechokowa fino a Warsaw, in cui arriviamo alle 20:45 circa dopo aver percorso 650km.

Parcheggiamo l’auto nel parcheggio dell’hotel, concedendole il meritato riposo.
Sono le 21 circa, non siamo eccessivamente stanchi ed è ancora luce. Ci sistemiamo e decidiamo di uscire per cenare. Noleggiamo un monopattino con Bolt e ci dirigiamo verso il centro.
Dove dormire
Per la nostra fugace permanenza a Warsaw optiamo per un hotel in periferia, ovviamente anche questa volta con parcheggio.
Nei piani originari l’obiettivo era transitare quanto più velocemente possibile per poi proseguire alla volta di Vilnius ed arrivarci ad un orario che non fosse quello del crepuscolo.
Ci affidiamo dunque all’hotel Hotel Reytan che non ci fa mancare nè gli spazi nè la comodità di cui eravamo alla ricerca nel nostro secondo giorno di viaggio.

Dove mangiare
Per la cena optiamo per Podwale 25 nel centro storico di Varsavia.
Cibo tradizionale ed a prezzi accessibili, in quella che sembra essere una catena presente in varie città polacche, ma che ci lascia assolutamente contenti e gioiosi, nonostante il piccolo incidente sul finale.
Mangiamo bigos, cetriolini, pirogi e, come antipasto, scegliamo un ottimo lardo ungherese accompagnato da un bicchierino di vodka.

Dopo aver mangiato il lardo e bevuto la vodka, decido per un qualche motivo di voler assaggiare anche i peperoncini a contorno del tagliere e…qui si consuma il misfatto: mi ustiono violentemente la bocca, in una maniera incoercibile ed impossibile da gestire. Inizia una incontrollabile scialorrea che mi porta a dover scappare all’esterno per poter in qualche modo gestire l’improvvisa inondazione — fatto che sarebbe durato per oltre 30 minuti rendendomi complesso anche poter tornare a casa :(

Warsaw by night
Facciamo una passeggiata in centro, al fresco, senza fretta. Nonostante il viaggio non siamo affaticati; stanchi forse, ma desiderosi di godere di ogni minuto che la nuova città ha da offrire.

Alla fine decidiamo: noleggiamo un monopattino con Bolt e torniamo velocemente in hotel, per la notte.
Domani ci aspetta la sveglia all’alba.
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