Una passeggiata per Kiev: la madrepatria, il museo della guerra e le grotte

Ep. 2

C’è la città di Kiev moderna, dinamica, che non dorme mai, che guarda al futuro con i piedi ben fissi nel passato; e poi c’è la Kiev artistica, del passato, delle grandi opere architettoniche o dei monumenti che rimandano alla grandezza sovietica del suo passato, con luci ed ombre, che da una parte vorrebbe dimenticare ma dall’altra non riesce perché vorrebbe dire rinnegare se stessa e la sua origine. Il precedente post è stato più come un volo trasversale sulla città: descrivevo l’arrivo, il primo impatto, le prime avventure.

Ora è arrivato il momento di girare.

La Kiev del passato teatro di vittorie magnificenti e di sconfitte clamorose; tutto ha un senso speciale: il presente dinamico scorre tra gli antichi monumenti del passato.
L’aria stessa trasmette un sentimento romantico del passato.

Cattedrale di Santa Sofia

Posizione su Google Maps qui.

La Cattedrale di Santa Sofia ed il monastero di San Michele si trovano nella “upper Kiev”.

Noi ci siamo arrivati a piedi, dopo un’abbondante colazione da Lviv croissant – attraverso una strada rettilinea che fin dall’inizio mostrava il torrione d’ingresso del complesso ortodosso della Cattedrale di Santa Sofia.

Potete decidere di entrare – con un prezzo che varia in base al numero di attrazioni che desiderate visitare; potete limitarvi al solo giardino o acquistare anche l’ingresso alle varie strutture del complesso.

Nel nostro caso abbiamo optato per l’ingresso al solo giardino – non senza aver fatto due file per acquistare il ticket d’ingresso perché – arrivato il nostro turno – la babushka addetta alla biglietteria ha deciso di chiudere lo sportello e prendersi una pausa – obbligandoci a fare una nuova fila.

Il giardino è incantato; un suonatore d’arpa intrattiene i turisti esploratori del complesso con melodie armoniche, lontane, incantate, da fiaba.

Potete anche decidere di non entrare – in tal caso date le spalle al torrione d’ingresso e spaziate con lo sguardo nell’immensa Sofiyvska square per mettere a fuoco il complesso che, arrogante, si erge dalla nebbiolina tipica di Kiev in questa stagione dell’anno: il monastero di San Michele

Il monastero di San Michele

Percorrete il Volodymyrs’kyi Passage, fino ad arrivare all’ingresso del monastero.

Entrate gratuitamente e godetevi il complesso dall’interno.

Il complesso è famoso per le sue cupole dorate. Adoro le cupole dorate tipiche ortodosse – ed il loro forte contrasto con il cielo (quasi sempre) plumbeo di queste zone che esaltano ancor di più la loro forma ed il loro colore.

Dall’altro capo del complesso troverete un giardino con un osservatorio, frequentato da famiglie e ragazzi, dalla cui terrazza si possono scorgere a tratti le rive del Dnepr.

Fate qualche foto – poi prendete la funicolare di Kiev e scendete a livello del fiume – in prossimità della stazione della metro Poshtova ploshcha.

Ma prima, non dimenticate di sedervi per qualche minuto nelle panchine di questo immenso giardino a contemplare Kiev e le sue persone, il rumore della città che rimbomba nello spazio infinito delle rive del fiume.

Prendetevi del tempo prima di scendere. Quando ve la sentite, scendete – a piedi o con la funicolare.

Sulle rive del Dnepr

Da una parte il promontorio del monastero di San Michele, con l’osservatorio ed i suoi colori autunnali frammisti al grigio opaco della nebbia; dall’altra una lingua di terra che separa il Dnepr dal fiume Desenka.

Un ponte sospeso collega due rive.

Fate una passeggiata lungo la riva, respirate l’aria un po’ fresca un po’ umida (ed un po’ inquinata) di questa parte di Kiev. Non abbiate fretta di andare via.

E’ per i piccoli dettagli che la città merita di essere esplorata.

E per come gli spazi vengono usati: gli spazi destinati all’arte fanno la differenza tra un luogo anonimo e poco ospitale ed uno snodo di passaggio obbligato.

Statua della Madre Patria ed il museo della Guerra

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Come arrivare

Potete arrivare o via Metro – con stop alla stazione Dnpro o via bus.

Per prendere il bus abbiamo raggiunto la fermata di Druzhby Narodiv per poi prendere il bus #211 fino a mist im. Patona.

Riconoscerete la fermata del bus dalla chiesa sulla destra.

La statua della Madre Patria

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Salite il promontorio e la statua della Madre Patria ucraina si farà sempre più grande. Per capire le reali proporzioni: tanto più vi avvicinerete, tanto più voi sarete piccoli e tanto più la statua diventerà grande, maestosa, imponente. E’ alta 62 metri.

Più ti avvicinerai alla luce – più grande sarà la tua ombra

Nel piazzale antistante (dove troverete il museo della storia dell’Ucraina nella Seconda Guerra Mondiale) troverete numerosi carro armati in esposizione.

Uno di questi - il T64 è stato “catturato” nel 2014 durante un combattimento vicino alla città di Sloviansk nella regione del Donetsk. In base alla descrizione del cartello esposto nel mezzo - questa è una chiara evidenza dell’aggressione militare russa nei confronti dell’Ucraina.

Museo della Guerra

Lasciatevi alle spalle la Statua della Madrepatria e puntate verso Nord, verso la prossima destinazione: le cripte di Kiev (Kyevo lavra).

Incapperete in un vero e proprio museo di guerra, con aerei da combattimento ed altri mezzi militari impegnati nel territorio di guerra.

Fa riflettere come il corpo militare, nella cultura russo/ucraina, sia un perno importante della società – inteso come strumento di affermazione del proprio essere, della propria identità. E’ impossibile parlare di cultura ucraina senza considerare il contesto politico militare di cui è (stata?) inevitabilmente il risultato.

L’ingresso è subordinato al pagamento di 20 grivne. Se desiderate salire su qualche mezzo – dovrete aggiungere 10 grivne a mezzo; se desiderate fare foto – dovrete aggiungere ulteriori 20 grivne: per un totale di 60 grivne a testa (circa 2€ al cambio di Novembre 2019) siamo potuti entrare, salire su due mezzi a scelta e fare foto liberamente.

Il primo aereo su cui son salito è il MIG-17 jet fighter.

Il secondo aereo invece un cargo - il LI-2 cargo aircraft.

Concedetevi ancora un po’ di tempo a esplorare i vari mezzi militari (non capita tutti i giorni di avere la possibilità di salire a bordo di aerei militari da combattimento!).

Tra gli alberi – i più attenti scorgeranno le cupole dorate delle cripte di Kiev

Ed è quella la prossima tappa.

Le cripte di Kiev

Posizione su Google Maps qui.

Potete arrivarci o inserendo la tappa precedente nell’itinerario o scendendo alla stazione della metro Dnepr e – dopo una camminata abbastanza lunga – risalire il promontorio su cui son state costruite.

Il monastero è stato fondato nel 1051 come centro spirituale e di fede, diventando tra i più importanti nel mondo sovietico ortodosso. Il nome “lavra” è lo status più alto per un monastero ortodosso dell’est.

Il ticket d’ingresso costa 80 grivne a cui si possono aggiungere ulteriori servizi. Per maggiori informazioni potete consultare il listino completo (ed aggiornato) qui.

#kievlandscape

Salite sulla Torre del Campanile. La riconoscerete perché è la struttura più alta in tutto il complesso delle cripte. Salite (e faticate) lungo tutta la salita fino alla sommità del campanile e godetevi l’impagabile paesaggio di Kiev.

Girate tutto intorno, cogliete i dettagli, cercate di sentire i suoni (lontani) della città.

Non abbiate fretta nemmeno qui: ogni minuto speso in più qui sarà un ricordo in più da portare a casa. Se è sera, godetevi il tramonto dal campanile, cogliendo i vari riflessi che il sole produrrà attraverso le aperture.

Non attardatevi però: le cripte chiudono alle 17.

Le cripte

Scendete dal campanile e seguite le indicazioni per le cripte. Probabilmente avrete qualche difficoltà – dunque chiedete un po’ in giro come arrivare alle Kyevo lavra.

Ricordate che sono cripte con all’interno cenotafi e reliquie importanti della religione ortodossa. Portate il massimo rispetto e – se siete signore – coprite il capo con uno scialle in segno di rispetto per la religione ortodossa.

L’interno è completamente buio: comprate una o due candele prima di scendere direttamente nel sottosuolo.

#kiev_vibes

Concluso il tour delle cripte sarà ora di cena. Da qui, per tornare in centro, potrete affidarvi o ad un taxi o alla metro.

La stazione Dnepr è la più “vicina”.

Fate (un’altra) passeggiata nella via Khreshchatyk in centro e – in caso non sappiate dove andare – questa sede di Puzata Hata rimane, secondo me, la migliore per varietà di cibo, movimento di persone e posizione.

A presto, Kiev. Mi mancherai
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