Day-tour nella città  post-apocalitica: Chernobyl e Pripyat

Ep. 3

⚠️ ATTENZIONE SPOILER ⚠️

All’interno di questo post potreste trovare non solo indicazioni generali ma anche numerosissime foto, pareri, riferimenti politici.

Consapevole dell’importanza individuale del viaggio, continuando a leggere sei conscio che questo potrebbe serbarti delusioni o anticipazioni di tipo fotografico di quel che sarà il tuo viaggio.

Non continuare a leggere oltre la sezione Premessa se temi qualunque tipo di anticipazione.

Nessuna foto o video potrà comunque rendere le emozioni che si provano nel compiere il viaggio, che lo rendono un viaggio personale ed individuale, non solo dal punto di vista riflessivo ma anche dell’esperienza.



Day-tour a Chernobyl e Pripyat

Il nome di Chernobyl è associato al proibito, al trasgressivo, al “turismo nero”, a qualcosa di alternativo. Un nome - quello della città di Chernobyl - che porta e probabilmente per sempre porterà il fardello di una storia, nucleare e politica, finita male.

E’ necessario approcciarsi però con tutto il rispetto che il luogo merita, per quanto la mercificazione e la commercializzazione di un luogo - da parte di una terra “povera” con poche attrattive turistiche - tendano a sminuirne, almeno apparentemente, il ruolo sociale, storico e culturale che spetta di diritto.

Benvenuti nel viaggio della vita.

Strada della zona industriale di Chernobyl - verso il Reattore n. 4
Le strade sono rimaste tali e quali quelle del disastro

Premessa

Non potrete andare per i fatti vostri, a Chernobyl e Pripyat, ma dovrete affidarvi ad un tour operator locale.

A Novembre 2019 - tre sono i tour operator che offrono il servizio:

Optiamo per Chernobylwel.com.

A prescindere dal tour operator che sceglierete - assicuratevi di prenotare con più di tre giorni di anticipo.

A causa dei costi di emissione del visto per accedere alla Exclusion zone potreste ritrovarvi a pagare fino a 30-40 euro in più a persona per richiedere il visto urgente in caso la data che sceglierete sia a meno di tre giorni di distanza.

Consigli (sanitari e non)

All’interno della exclusion zone sono presenti dosi di radiazioni definite come non nocive per la salute. E’ importante ricordare però che le radiazioni possono creare danno secondo due modalità:

  • deterministico (dose dipendente): maggiore è l’esposizione e maggiore è la probabilità che le radiazioni generino una mutazione che inficerà in futuro lo stato di salute;
  • stocastico (casuale): secondo questa modalità sarebbe sufficiente una piccola dose di radiazioni, associato ad una buona quantità di sfortuna - affinchè si possa determinare un danno anche importante alla salute.

E’ importante ognuno sia cosciente di questo prima di prenotare.

All’interno della exclusion zone sarà inoltre vietato:

  • fumare
  • bere
  • mangiare
  • non toccare la vegetazione
  • non poggiare nulla al suolo
  • usare abbigliamento non completamente coprente
  • non consumare alcol e droghe

La partenza

Ore 05.30. Ci svegliamo con un po’ di ansia: la sera prima abbiamo comprato vestiti economici in uno store locale in quanto abbiamo letto che - in caso di problemi - ci potrebbe essere chiesto di buttare in uscita gli indumenti contaminati.

Usciamo: il bus ci passa davanti. Dobbiamo essere in stazione alle 7 e - per quanto attendendo il bus successivo potremmo arrivare in tempo - decidiamo di prendere un taxi con Uklon.

Arriviamo alla stazione centrale dei treni con largo anticipo, giusto in tempo per vedere l’alba.

Ciminiera di una fabbrica a Kiev

Viaggiamo verso nord ed attraversiamo abbondante vegetazione e qualche villaggio sparso.

30-km check-point

Strada verso Chernobyl

Finchè non arriviamo al primo check-point della Exclusion zone:

Check-point exclusion zone
30-km check-point

Cartelli vari vi ricordano del luogo in cui vi accingete ad entrare, con cartelli di pericolo in cirillico che avvisano del pericolo radiazioni.

Ditiatky
Checkpoint di Ditiatky

Sono presenti numerosi check-point (20) sparsi lungo il perimetro della zona, ma quello di Ditiatky è l’unico che consente il passaggio di delegazioni, turisti e personale non militare.

Chernobyl

Tempo 15 minuti ed arriverete all’ingresso di Chernobyl, sede della famosa scritta, in cui vi potrete fermare per scattare due foto.

La città prende il nome dal fiume ominimo poco lontano - ed al tempo in cui tutto si è fermato era il centro amministrativo della zona.

La guida che ci accompagna racconta storie e leggende, approfittando di ogni stop per aggiungere dettagli.

Dolmen all'ingresso della zona di Chernobyl

Pensare che quelle stesse strade, 33 anni prima, hanno vissuto il terrore, l’ansia, l’angoscia del momento, e da allora non sono state più toccate - mette i brividi. Potessero parlare avrebbero sicuramente storie importanti da raccontare.

Strada di ingresso a Chernobyl

Nel paese di Chernobyl vivono attualmente circa 400 persone tra operai (che possono permanere nella zona massimo due settimane di seguito) e samoseli (al 2016 se ne contavano 156); è presente un negozietto di generi alimentari locali per sopperire ai bisogni di queste persone.

In lontananza inizia a vedersi imponente il sarcofago (Arch-2) inaugurato nel 2016 e che dovrebbe garantire la tenuta del materiale radioattivo fino al 2116 - quando la strada ci porta a passare di lato alla famosa cooling tower sulla via da Kopachi al NPP

Alta 107 metri con un diametro di 30metri - era in fase di costruzione per poter sfreddare i nascenti reattori 5 e 6.

E’ l’icona del tempo che si è fermato, l’irreversibilità e subitaneità della catastrofe.

Cooling tower da Kopachi al NPP
Cooling Tower

Imponenti tralicci costruiti per trasportare megawatt di potenza in corrente elettrica costituiscono l’orizzonte della exclusion zone.

Skyline di Chernobyl

L’area è ancora sicura, con un livello di radiazioni pari a 0.91μSv/h (valori normali di fondo in ambiente urbano: 0.10μSv/h-0.20μSv/h).

Livello di radiazioni
Ancora sicuro

Il NPP: nuclear power plant

Arriviamo. E non solo noi.

Scendiamo dal mini-bus ed arriva il bus degli operai del sarcofago, che fa stop esattamente ai piedi del vecchio reattore.

Bus degli operai del Nuclear Power Plant
Fermata del bus del NPP

Di fronte al NPP è stato collocata una statua commemorativa del disastro.

Monumento commemorativo del disastro di Chernobyl

10-km check-point

E’ l’area più contaminata di tutta la exclusion zone e per questo dovrete attraversare un secondo check-point.

Per accedere alla vecchia città dormitorio (contava fino a 50ooo abitanti) dovrete attraversare il check-point per avere accesso al cuore della exclusion zone: il 10-km check-point. Entrerete quindi nell’area più pericolosa e con il più alto grado di radiazioni ionizzanti presenti nell’ambiente.

10-km checl-point prima di entrare a Pripyat
10-km check-point

Fatevi coraggio. In caso ne abbiate bisogno troverete toilete. Usatele e preparatevi a visitare il cuore della città, dove il tempo si è fermato.

Pripyat

Cartello di ingresso per Pripyat
Pripyat

A seconda della guida - potrete trovarvi ad avere più o meno tempo libero per esplorare autonomamente certi edifici. Se avete un dosimetro, andate alla ricerca del picco radiativo - esplorando l’ambiente con il vostro dosimetro personale.

Dosimetro
Dosimetro in azione

La città venne abbandonata da un momento all’altro. Seppur la delinquenza fosse al tempo praticamente inesistente a Pripyat, dopo l’evacuazione, la città è stata preda di sciacallaggio ripetuto.

Gli ambienti testimoniano però una fuga inaspettata - animata dalla bugia che nel giro di qualche giorno tutti sarebbero potuti tornare a casa.

La storia ci dice invece che non accadde così, e nessuno più vi tornò.

Propaganda sovietica comunista
Propaganda

Avrete però di tanto in tanto l’idea che gli ambienti possano essere stati organizzati ad arte, per sorprendere ed avere un aspetto più scenografico e per cavalcare l’onda di successo iniziata con la serie TV Chernobyl di HBO.

Esempio:

Fiale in infermeria
Fiale

oppure questi giocattoli, allineati e disposti in fila:

Giocatoli per bambini allineati

Il parcogiochi

Forse uno dei posti più famosi non solo di Pripyat ma dell’intero mondo. Il parcogiochi fantasma che mai ha visto l’apertura (sarebbe dovuta avvenire il primo maggio successivo: mai avvenuta).

Uno delle icone più rappresentative del parcogiochi e dell’intera Pripyat, Chernobyl e disastro nucleare è sicuramente la ruota panoramica.

Ruota panoramica fantasma
La ruota panoramica

Fate una passeggiata ed esplorate l’ambiente, scorgendone i dettagli che arricchiscono il viaggio e fanno la differenza.

Autoscontro e ruota panoramica
Ruota panoramica e autoscontro

Il piazzale del parcogiochi è una delle zone più radioattive che attraverserete: non trattenetevi eccessivamente.

Ruota panoramica nel parcogiochi di Pripyat
Ruota panoramica

Concludete il tour nella piazza principale della città, in cui si affaccia il famoso hotel Polissya.

Hotel

L’ospedale #126

Discorso a parte merita il vecchio ospedale che per primo si trovò a fronteggiare l’emergenza.

Dopo l’evacuazione di Pripyat, l’ospedale #126 cessò di lavorare ma non di esistere. Nella numerazione nazionale infatti l’ospedale 126 esiste ancora e - anche se solo come infermeria - il suo nome continua ad esistere nella cittadina di Chernobyl per prestare assistenza sanitaria agli abitanti e lavoratori residenti.

E’ negli scantinati di questo ospedale che sono state murate le tute dei vigili del fuoco che per primi sono accorsi a spegnere l’incendio.

Nella foto - la nostra guida ci mostra quanto a distanza di oltre 30 anni un piccolo brandello di tuta continui ad essere estremamente radioattivo.

Radiazioni provenienti da un brandello di tuta appartenuta ai vigili del fuoco
Attenzione: pericolo radiazioni

Si dice anche che - nell’ultima stanza della finestra dell’ultimo piano - a sinistra - nel letto siano ancora presenti i bendaggi appartenenti ad uno dei vigili del fuoco.

Ovviamente l’ambiente è offlimits.

Il duga-3

Le storie sul famoso radar/antenne nel corso del tempo si sono fatte sempre più numerose. Alcuni affermano che la centrale nucleare sia stata fatta esplodere volontariamente per occultare questo enorme radar - poichè non più necessario, per occultare le prove. Secondo altre fonti - i reattori sarebbero stati costruiti proprio per lo scopo di alimentare il duga-3.

Ci arriverete seguendo un sentiero minuscolo ed abbastanza nascosto.

Strada che conduce al duga

Il duga è un enorme struttura in ferro lunga 900 metri, alta 150 e profonda 9. Veniva soprannominato woodpecker (picchio) per via del suo particolare suono a 10hz che disturbava le trasmissioni radio.

Attraversate la vegetazione che separa le strutture di supporto dal radar e vi ritroverete di fronte. Solo in quel momento capirete quanto è grande.

Duga-3
Duga-3

Se interessati - visitate il quartier generale del duga-3 con i vari pannelli e sale di controllo.

Uno dei pannelli del quartier generale del Duga-3

Pripyat è tanto altro

A seconda del pacchetto scelto per esplorare Chernobyl - avrete la possibilità di vedere cose diverse in tempi diversi.

Nuclear Power Plant in lontananza

Posti come l’hotel, la piscina ma molti altri nascosti non ci sono stati mostrati. Il tempo non sarebbe bastato.

Che sia la scusa per un nuovo viaggio, in futuro?

Il ritorno

Le aspettative erano altissime e sarebbe ingiusto dire che sono state disattese.

Direi più che non erano le aspettative corrette per approcciarsi ad un luogo come Chernobyl, distorte dal cinema, dalla letteratura e dalle credenze storiche.

Ritorniamo a Kiev con emozioni in più addosso. Torniamo a casa con una storia in più da raccontare e tante foto da rivedere nei momenti in cui avremo piacere nel ricordare.

Traffico urbano di Kiev
Traffico in entrata

L’Ucraina si è dimostrata per la seconda volta un posto da scoprire, da apprezzare, da interpretare (e non mi riferisco solo alla lingua). Se è vero che la bellezza sta negli occhi di chi la guarda - è anche vero che merita comunque un’occasione ed una possibilità, come tutti gli stati ex-urss.

Questo viaggio mi rimarrà nel cuore a lungo per le emozioni suscitate.


Molte delle informazioni qui incluse sono tratte dal libro 100 facts about Chernobyl

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